Nuove competenze per far fronte a nuove sfide

Nel circoscrivere il fenomeno 4.0 diventa cruciale comprendere quali competenze – digitali, trasversali, interdisciplinari … – sono decisive per il medio-lungo processo di trasformazione in corso. Tuttavia, tale ricerca diventa virtuosa se considera gli aspetti e le opinioni di chi queste competenze le consiglia, le vive e le sostiene – materialmente. È questo il focus di una ricerca in corso da parte di alcuni ricercatori dell’Università di Verona, membri del gruppo di ricerca CARVET. Lo scopo è quello di comprendere e sviluppare del materiale utile su cui lavorare in termini pratici, sul versante della formazione e dell’informazione ad aziende ed imprese, e teorici, per una comprensione esaustiva delle dimensioni gioco così da puntare ad un progresso attento e puntale nel fenomeno 4.0.

Seppur in ritardo, recentemente, anche l’impresa italiana è approdata al 4.0 e le interrogazioni su quali e quanti fattori sono connessi al fenomeno 4.0 sono molteplici; dalle politiche sociali agli investimenti pubblici e privati; dalle resistenze individuali alle nuove competenze e ai nuovi profili lavorativi. Da qui parte la nostra ricerca, assemblando e osservando i vari piani coinvolti, con una predilezione per il lavoratore. Lo sguardo alle politiche sociali ed agli investimenti pubblici e privati, porta a definire il contesto di ricerca – italiano. Alcuni interrogativi che abitano questo spazio riflettono nodi difficili e rischiano di far scadere il nostro lavoro di ricerca in una dimensione politica non risolvibile e di cui non siamo esperti. Tuttavia, condurre una ricostruzione storica di come l’industria 4.0 abbia preso piede ci porta ad un’unica conclusione ovvero che il fenomeno è presente anche in Italia. Dalle piccole alle grandi imprese, tutte si stanno allineando ad un processo di trasformazione globale del lavoro portando così il ricercatore interessato a porsi domande differenti – dalla natura stessa del lavoro al futuro della formazione per i nuovi profili lavorativi. In questo si riflette la discussione delle diversità che popolano le imprese italiane, da quelle professionali a quelle individuali come genere ed età, chiedendo a chi si occupa di lavoro di volgere lo sguardo alla dimensione umana, di proporre tentativi di comprensione esaustivi.

Il progetto in corso abita questo dibattito e tenta di circoscriverlo identificando competenze ed abilità che definiranno i profili lavorativi. Non vi è una distinzione per professionalità, ruolo, categoria aziendale e lavorativa! Il progetto intende il lavoro in costante evoluzione e fonte non solo di remunerazione ma anche di significato del lavoratore nonché causa della costruzione dell’identità dell’individuo, dell’identità sociale e culturale. Con queste premesse, il progetto sta ora affrontando una seconda fase, quella dell’esplorazione sul campo, dando voce a singoli pratici ed aziende, nel tentativo di rispondere ai molteplici quesiti del fenomeno in atto di cui questa presentazione né solo una minima parte. Dopo una preliminare ricerca estesa alla letteratura internazionale, ci stiamo ora concentrando sui pratici. In ultimo, le varie fasi andranno a comporre un contributo unico che sarà qui condiviso e reso disponibile.

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