END 2017 – International Conference on Education and New Developments

 Intervento di Marco Perini, e  Arianna Costatntini al convegno “END 2017 – International Conference on Education and New Developments” – Lisbona (Portogallo)How can the technology introduction foster educational innovation in VET centers? a comparative case study. Since the mass diffusion of Information and Communication Technology (ICT), Italian educational institutions have been implementing several experimental projects in order to enhance students learning experience (Moricca, 2016). The initial Vocational Education and Training (VET) has been part of this innovation process with several pilot projects, such as iCnos, which aims at introducing ICTs as support to teachers’ activities and students’ learning process (Franchini, 2015). This project has been led by the central management of CNOS-FAP federation through several teacher training courses, the empowerment of internet connections and the substitution of paper handbooks and notebooks with the iPad. Each center involved in the pilot project has managed independently the innovation process based on the guidelines issued by the central management. The main research questions of this exploratory study are as follows: Can an institutional innovation process-managed with a top-down approach-fosters pedagogical and organizational changes in VET centers? Which aspects and roles are involved in this innovation process? How do teachers and students perceive and react to this innovation process? Which are the solutions implemented by the different centers? Which are the shortcomings? Which solutions have been implemented by the centers? To answer these research questions a comparative case study has been conducted (Campbell, 2010; Yin, 2009).  Leggi tutto “END 2017 – International Conference on Education and New Developments”

Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale [Review]

A cura di MAGONE A., MAZALI T.

Recensione di Marco Perini

La costante innovazione tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi anni è stata, e continua ad essere, motore di grandi cambiamenti nell’ambito della vita quotidiana e lavorativa. Se da un lato è relativamente semplice servirsi dei nuovi prodotti che il progresso tecnologico continua a proporci, dall’altro si è sempre più a contatto con piccoli e grandi oggetti che, dietro ad un’interfaccia ergonomica sapientemente progettata, nascondono una componentistica sofisticate, creata attraverso processi produttivi ad elevato tasso di complessità. Per reggere i tempi rapidi dell’innovazione diversi settori produttivi stanno velocemente mutando, andando verso la fusione degli impianti industriali con il mondo virtuale al fine di mettere in comunicazione gli oggetti, le persone e i luoghi appartenenti al ciclo produttivo. Questo sta avvenendo tramite lo sviluppo e l’implementazione di sistemi tecnologici intelligenti, in grado di ridurre il distacco tra uomo e macchina, ovvero attraverso l’Internet Of Things (IOT). All’interno delle “nuove fabbriche” si possono trovare linee produttive flessibili al punto di essere in grado di personalizzare i prodotti in base alle esigenze del singolo cliente, macchine in grado apprendere e di comunicare tra di loro, impianti con capacità autodiagnostiche e robot che compiono la quasi totalità delle funzioni manuali richieste. Ma quali sono le caratteristiche di un’industria in grado di immettere sul mercato in tempi brevissimi prodotti ad alto profilo tecnologico? Come sta cambiando il ruolo delle risorse umane al suo interno? Quali competenze vengono richieste ai lavoratori delle fabbriche digitalizzate? Leggi tutto “Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale [Review]”

MARTINELLI P., MELONE M., “La grazia di lavorare”. Lavoro, vita consacrata, francescanesimo [Review]

Paolo Martinelli, Mery Melone

Recensione di Giuseppe Tacconi

EDB, 2015

Nata su impulso del Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, questa singolare raccolta di studi e riflessioni sul lavoro, curata dall’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum, non si limita ad affrontare la questione del rapporto tra francescanesimo e lavoro, che già di per sé sarebbe interessante, considerato che Francesco parlava della “grazia del lavorare” e proponeva una visione del lavoro nuova per il suo tempo, perché caratterizzata da positività e gratitudine. Una delle attenzioni fondamentali di questa raccolta è infatti anche quella di interrogarsi a fondo sull’evoluzione culturale e sociale che interessa il lavoro nella società attuale. Se pensiamo alla drammatica riduzione delle possibilità di accesso dei giovani al lavoro, alla diffusa precarietà che sempre più larghe fasce della popolazione sperimentano riguardo al lavoro, all’accelerazione dei cambiamenti, ai mutamenti di stile di vita che i nuovi ritmi lavorativi impongono, alla diffusa cultura dello scarto ecc., la riflessione sul ruolo e il significato che il lavoro assume nella tradizione francescana, e più in generale nella vita consacrata e nella vita cristiana, può offrire un utile contributo a ripensare in profondità le varie dimensioni umane, sociali e spirituali implicate anche oggi nel lavorare. Il volume è articolato in varie parti e propone più di venti saggi, di elevato spessore scientifico, in vari ambiti (storico, esegetico, teologico, filosofico, sociologico). Leggi tutto “MARTINELLI P., MELONE M., “La grazia di lavorare”. Lavoro, vita consacrata, francescanesimo [Review]”

PELLEREY M., La valorizzazione delle tecnologie mobili nella pratica gestionale e didattica dell’Istruzione e Formazione Professionale a livello di secondo ciclo. Indagine teorico-empirica. Rapporto Finale.

Michele Pellerey

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2015

La presenza delle tecnologie mobili nella vita quotidiana sta diventando sempre più pervasiva e va ad incidere in misura particolarmente rilevante nei processi di apprendimento dei giovani, compresi quelli che avvengono a scuola o nella IeFP, come anche nei dinamismi del mondo del lavoro che li riguardano. In anni recenti la scuola e la Formazione Professionale sono riuscite, anche se in maniera piuttosto faticosa, a introdurre nelle loro attività didattiche ed educative l’uso valido ed efficace del computer e più in generale dell’informatica; le relative metodologie non sono però direttamente e facilmente trasferibili nell’area delle tecnologie digitali mobili. Comunque, la diffusione di queste ultime ha potenziato le interrelazioni sociali sul piano multimediale, ha fornito ai giovani il fondamento per una crescita degli interscambi e ha messo a loro disposizione un complesso attraente di giochi, individuali e collettivi. Pertanto, il sistema di istruzione e di formazione si è trovato di fronte alla sfida di accertare le possibilità che queste tecnologie potrebbero offrire ai fini dell’elevazione della qualità dei processi gestionali, formativi e didattici. Su questa linea, il progetto di ricerca, di cui viene presentato qui il rapporto finale contenuto nel volume in esame, ha inteso realizzare una investigazione circa le potenzialità e i limiti che gli strumenti cosiddetti mobili offrono sul piano dell’apprendimento nel secondo ciclo dell’istruzione e della formazione. Ai fini dello studio in questione nel 2013 è stato effettuato un esame critico della documentazione italiana e internazionale riguardo all’introduzione degli strumenti mobili nei processi didattici ed educativi; tale analisi ha permesso la predisposizione di alcune strategie in vista della loro sperimentazione nelle attività di insegnamento di discipline sia umanistiche che scientifiche. Successivamente nel 2014 si è proceduto all’analisi di alcune prassi che in relazione alle sperimentazioni realizzate risultavano efficaci e valide per l’apprendimento delle competenze previste. Leggi tutto “PELLEREY M., La valorizzazione delle tecnologie mobili nella pratica gestionale e didattica dell’Istruzione e Formazione Professionale a livello di secondo ciclo. Indagine teorico-empirica. Rapporto Finale.”

NICOLI D., Come i giovani del lavoro apprezzano la cultura. Formare e valutare saperi e competenze degli assi culturali nella Formazione Professionale

 

Dario Nicoli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2015

A partire dal 2002, la Formazione Professionale è stata chiamata a svolgere un ruolo del tutto nuovo, quello cioè di offrire ai propri allievi dei percorsi di qualifica e di diploma una formazione culturale corrispondente ai traguardi di competenza fissati a livello dell’UE come competenze di cittadinanza europea e declinati per l’Italia nella versione dell’obbligo formativo. In altre parole, l’IeFP consente alla pari degli altri segmenti del secondo ciclo di assolvere l’obbligo, assicurando a tutti i giovani il conseguimento delle medesime competenze di base. Le esperienze che sono state avviate in attuazione di tale innovazione hanno evidenziato vari problemi tra cui quello di riproporre un modello “disciplinaristico” tipico del sistema dell’istruzione. Questo è avvenuto anche perché varie Regioni hanno accentuato il ricorso alla formula delle “passerelle” dalla FP alla scuola per gli allievi che intendono conseguire il diploma di Stato per cui si è finito per adottare l’impostazione pedagogica del mondo dell’istruzione. Ha influito nella medesima direzione l’assunzione di formatori di impronta scolastica disciplinare, sebbene le Regioni e le Province Autonome richiedano incarichi per assi culturali. Un’altra difficoltà è consistita nell’adozione di un approccio minimalistico. In altre parole, la cultura è stata asservita totalmente alla dimensione lavorativa per cui è stata seguita una modalità di natura riduttiva soprattutto riguardo al valore educativo e formativo dell’offerta portata avanti dai CFP. Leggi tutto “NICOLI D., Come i giovani del lavoro apprezzano la cultura. Formare e valutare saperi e competenze degli assi culturali nella Formazione Professionale”

MALIZIA G. – TONINI M., Organizzazione della scuola e del CFP. Una introduzione

Guglielmo Malizia, Mario Tonini

CNOS-FAP, 2015

Il volume che esaminiamo è, come recita il suo sottotitolo, un’introduzione alle tematiche dell’organizzazione delle istituzioni scolastico-formative in cui l’attenzione all’educativo non passa mai in secondo piano ma rimane il riferimento fondamentale di tutte le pagine. L’esperienza pluridecennale che gli autori hanno maturato nel settore, in un caso sul versante teorico, nell’altro sul versante pratico-applicativo, consente loro di costruire un compendio sintetico e al tempo stesso estremamente sistematico della problematica. In ciò risiede il pregio maggiore del volume. Fin dalle pagine introduttive si passano in rassegna le diverse teorie dell’organizzazione, da quella basata sulla razionalità tecnico-funzionale a quella delle relazioni umane, da quella sistemica a quella organica, fino alla teoria della qualità totale che rappresenta la risposta forse più efficace alla complessità crescente dei sistemi, richiedendo il passaggio dal meccanicismo della burocrazia alla flessibilità della “adhocrazia”. Il primo capitolo approfondisce la natura dei diversi modelli organizzativi, offrendo di ognuno una descrizione degli aspetti fondanti e un’analisi dei punti forti e dei punti deboli. Dopo aver esaminato il modello formale, quello collegiale, quello politico e quello ambiguo, gli autori si soffermano sul modello della qualità totale, non a caso presentato per ultimo, il quale appare essere il più efficace per la sua centratura sulla soddisfazione del cliente. Se al posto del cliente mettiamo l’allievo, ecco che il modello risponde ottimamente all’istanza pedagogica delle istituzioni educative di cui si sta discutendo l’organizzazione. Leggi tutto “MALIZIA G. – TONINI M., Organizzazione della scuola e del CFP. Una introduzione”

CNOS -FAP, Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale. Sviluppo di Modelli Organizzativi

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2016

Al fine di realizzare con immediatezza la disciplina dell’apprendistato introdotto dal d.lgs. n. 2015/81, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha promosso un programma per la sperimentazione del sistema duale nei percorsi di IeFP che dovrebbe facilitare il passaggio tra la IeFP e il mondo del lavoro. Più specificamente, il programma è indirizzato all’attivazione del nuovo apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, e potrà includere percorsi di alternanza scuola lavoro da attuare anche attraverso la modalità dell’impresa formativa simulata. Il progetto ha una durata biennale e prevede due linee di azione. La prima chiama in causa l’agenzia Italia Lavoro che offre servizi di sostegno e di potenziamento alla creazione di uffici di orientamento e placement presso enti formativi, e mira a garantire l’erogazione diretta di prestazioni di orientamento di primo livello, specialistico e di accompagnamento al lavoro un vista dell’attivazione di contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale. La seconda linea prevede l’attuazione della formazione per i contratti di apprendistato nella IeFP. Tenuto conto delle 990 ore minime annue che devono costituire il percorso formativo, nella linea 2 almeno il 50% dell’orario dovrà essere svolto o in apprendistato o in alternanza. I progetti duali presentano caratteristiche nuove e più in particolare concepiscono l’area dell’impresa e del lavoro come un ambito ricco di opportunità nel quale delineare percorsi educativi capaci di preparare non solo il professionista, ma anche la persona e il cittadino. Inoltre, la regia dell’attività formativa viene cogestita tra il CFP e l’impresa partner. In questo senso tali progetti si differenziano dalla strategia dell’alternanza che prevede l’inclusione nel curricolo di moduli in cui gli allievi possono svolgere esperienze reali in azienda. Leggi tutto “CNOS -FAP, Azioni di accompagnamento, sviluppo e rafforzamento del sistema duale nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale. Sviluppo di Modelli Organizzativi”

CNOS-FAP (a cura di), Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2016

Da un decennio la Sede Nazionale del CNOS-FAP realizza un’attività denominata “Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali” che coinvolge anche in forma ludica gli allievi, i CFP e la Federazione nella didattica delle competenze. Tale iniziativa rientra all’interno della tradizione salesiana e al tempo stesso si presenta come uno strumento di apprendimento e una prova che verifica il possesso da parte degli allievi delle competenze necessarie per svolgere i compiti e affrontare i problemi specifici della propria area professionale. Inoltre, il Concorso risulta collegato con un ambiente più vasto in cui operano come attori importanti le imprese leader nel settore di riferimento. Tale iniziativa intende realizzare almeno tre obiettivi. Anzitutto, il Concorso mira a stimolare gli allievi a misurarsi su una prova, predisposta con il consenso delle imprese di settore, che riflette le competenze da conseguire alla conclusione del percorso formativo. Inoltre, il progetto è finalizzato a supportare il progresso continuo del settore e dei CFP del CNOS-FAP. Da ultimo, il Concorso si sta rivelando uno strumento efficace per sviluppare e rafforzare la relazione positiva esistente con il mondo delle imprese. La prova a cui vengono sottoposti i capolavori è la modalità privilegiata della valutazione basata sul principio dell’attendibilità: essa verifica le competenze degli allievi, cioè la loro padronanza nell’affrontare in modo risolutivo i compiti-problemi propri di un ambito di responsabilità professionale. Ciò vuol dire che solo in presenza di un prodotto reale significativo è possibile riconoscere e certificare le competenze. Leggi tutto “CNOS-FAP (a cura di), Concorso Nazionale dei Capolavori dei settori professionali”

BECCIU M. – COLASANTI A. R., Linee guida per realizzare la leadership educativa, carismatica e salesiana

Mario Becciu, Anna Rita Colasanti

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2015

In questo momento uno dei mali maggiori che travaglia la scuola e la FP consiste nell’incapacità di insegnanti/formatori e di studenti/allievi di dare e di trovare un senso profondo nelle cose che fanno a scuola/centro per cui mancano di passione, di entusiasmo e di motivazioni profonde nel loro mestiere di docenti/formatori e di studenti/allievi: pertanto, diventa necessario e urgente che il leader li aiuti a recuperare significato e ragioni dell’educare e dell’essere educati. Tutto ciò è ancora più vero per i CFP di ispirazione cristiana dove visione e missione hanno la loro giustificazione ultima nel messaggio del Vangelo. In questa direzione è anche interpretabile il processo di “dematerializzazione” che interessa le organizzazioni e in particolare la scuola/CFP nel senso cioè di una minore importanza attribuita alle variabili strutturali a favore della preminenza dei soggetti che ne fanno parte, assieme ai quali si attivano processi di co-costruzione di una cultura condivisa, la quale, poi, fonda proprio quegli stessi processi. Dunque, il nuovo perno della professionalità del personale dirigente sembra essere costituito dalla capacità di dialogo e di mediazione fra differenti soggetti e la scuola/CFP viene così a configurarsi come “scuola/CFP dei significati”, in cui i vari soggetti sono portatori di senso per la vita attraverso la loro specifica professionalità e il leader diventa il gestore delle mediazioni culturali perché tutto assuma e mantenga natura formativa. In questo contesto diventa necessario e urgente ripensare la leadership educativa delle scuole e dei CFP. Il volume in esame offre un contributo molto valido in vista del potenziamento della dirigenza dei centri del CNOS-FAP. Infatti, le linee guida costituiscono uno strumento di lavoro utile per tradurre le nuove conoscenze a livello scientifico in raccomandazioni di natura operativa perle figure professionali prese in considerazione. Gli Autori si sono proposti un triplice obiettivo da conseguire con lo studio avviato mediante la presente pubblicazione. Leggi tutto “BECCIU M. – COLASANTI A. R., Linee guida per realizzare la leadership educativa, carismatica e salesiana”

DAMIANO E., La mediazione didattica. Per una teoria dell’insegnamento

Elio Damiano, 2013

FrancoAngeli Editore

In questo volume, frutto di una vita dedicata alla riflessione sulla Didattica, partendo dal riconoscimento dell’inefficacia dell’assunto cartesiano, che induceva ad assegnare il primato alla teoria sulla pratica, Elio Damiano riconosce a Piaget il merito di essere riuscito a individuare nell’azione la fonte “naturale” della conoscenza. Sulla scorta di questa teoria e di altre suggestioni, diventa imprescindibile la considerazione del punto di vista di chi agisce, del ‘pratico’, in questo caso l’insegnante. Fino ad ora, la didattica d’aula, che è l’azione agita dagli insegnanti giorno per giorno, è stata spesso valutata sulla base di parametri teorici precedentemente fissati. In questo modo, la pratica è risultata sempre deficitaria rispetto a standard o ideali spesso astratti (“modello del deficit”). Damiano indica la necessità di guardare con coraggio e senza pregiudizi al mondo dei pratici, ascoltandoli con profondità d’intelligenza e di sentimento, per cogliere, nel loro agire «la ricchezza delle risorse, la varietà degli adattamenti, l’ingegnosità delle soluzioni, la razionalità e la concretezza degli attori di questo universo» (p.20). I diversi capitoli del volume si sviluppano tutti attorno all’idea di un’azione didattica come espressione concreta di una serie di processi di mediazione, organizzati a scuola dagli insegnanti, ma non solo da loro, e parallelamente nella vita di tutti i giorni, anche al di fuori delle mura scolastiche, ad esempio in famiglia e più estesamente in tutti i contesti vitali in cui si trova a crescere il soggetto umano. Il primo capitolo giustifica la mediazione come una dimensione propria dell’essere umano che nasce immaturo ed è destinato a guadagnare la conoscenza durante tutto l’arco della sua vita. La mediazione, nelle sue diverse forme, provvede a colmare un bisogno di apprendimento mai soddisfatto del tutto. Citando Agostino d’Ippona, Damiano si sofferma qui sull’inquietudine come tratto distintivo dell’essere umano. Nel secondo capitolo, l’Autore offre una lettura di ampio respiro sulle principali agenzie formative preposte all’educazione; innanzitutto la famiglia, luogo in cui si pratica la mediazione primaria, «che non solo viene “prima”, ma che continua ad operare come fonte di riferimento e costituisce una sorta di grammatica generativa per fare e dire l’attività educativa ovunque essa si compia ella società» (p. 45). Viene poi presa in considerazione la scuola, come luogo in cui ci si preoccupa di traghettare i giovani individui alla fase adulta. E qui l’Autore indica innanzitutto alcuni dilemmi rilevanti: la scuola è luogo di integrazione o di conflitto? Si può considerare tempo e luogo di sviluppo del soggetto come persona oppure come dispositivo orientato al controllo sociale? Propone una cultura liberatrice o condizionante? La scuola, per l’Autore, «è un ambiente secondario che insegna a secondarizzare perché determina una distanza dalla realtà finalizzata a rielaborarla secondo un codice capace di rappresentarla affidabilmente» (p. 66). Un’attenzione particolare viene qui riservata alla scrittura, il più pervasivo fra i mediatori utilizzati a scuola. Parole dette, parole scritte, disegni permettono di ‘portare’ la realtà esterna in classe, rimediando a una distanza altrimenti colmabile. Nel capitolo terzo viene presa in considerazione la classe, all’interno dell’istituzione scuola: «una delle sue cellule, di taglia minore ma di intensità fondamentale per la mediazione didattica» (p.79). La classe è una sorta di teatro, in cui si svolge una rappresentazione situata nel tempo e nello spazio, i cui attori sono l’insegnante e gli allievi che si muovono nello spazio con i loro corpi. Lo spazio aula può esercitare sui corpi degli attori influenza e condizionamenti e va prestata attenzione a quanto gli insegnanti fanno: usano diversi toni di voce, gesticolano, restano seduti alla cattedra o si muovono tra i banchi e inoltre «fanno ben altro che parlare: osservano, si fanno vedere, mostrano, controllano, riflettono, pensano…» (p.82), vestono in determinate maniere con determinati colori ecc. Tutto questo è destinato a essere registrato dagli allievi e a suscitare sentimenti di adesione o di distanziamento. Leggi tutto “DAMIANO E., La mediazione didattica. Per una teoria dell’insegnamento”