SALATIN A., Progettare, gestire e valutare i nuovi percorsi di alternanza scuola lavoro. Itinerari e strumenti per le scuole del secondo ciclo

Arduino Salatin, 2017

Rizzoli Education

La pratica dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) in Italia vanta una lunga tradizione ma fino ad oggi, a giudizio di esperti, sembra non aver inciso profondamente sull’organizzazione scolastica. Diverso il discorso per il (sotto)Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che ha realizzato da decenni, soprattutto attraverso lo stage, un modo efficace per integrare mondo formativo e mondo produttivo. L’introduzione dell’ASL a livello curricolare e l’abbandono del suo carattere opzionale a seguito dell’approvazione della legge 13 luglio 2015, n.107, ha inserito nel mondo scolastico delle novità che, secondo molti, andranno progressivamente a modificare strutturalmente l’impianto disciplinare. Si tratta dell’impresa con i suoi referenti e tutor aziendali, che agirà, in modo “paritario”, con i soggetti istituzionali della scuola, sia in sede di progettazione che di valutazione dei percorsi curriculari (o parti di essi). Su questa innovazione scrive il prof. Arduino Salatin. L’autore intende offrire al lettore una riflessione critica sui modelli formativi evocati dall’ASL con le pratiche agite fino ad oggi nei concreti contesti scolastici, aziendali e territoriali. Il volume presenta le diverse accezioni di ASL e ne ripercorre il ciclo standard di gestione curriculare (analisi, progettazione, organizzazione, valutazione). Individua alcune problematiche costitutive finora emerse e specifica qualche pista di approfondimento, riporta, inoltre, una serie di modelli e pratiche esemplificative dedotte dalle esperienze sul campo effettuate dalle scuole, con riferimento ai tre attuali indirizzi del secondo ciclo: licei, istituti tecnici e professionali. Il primo capitolo propone da un lato una cornice culturale e metodologica di riferimento per collocare l’ASL diventata obbligatoria per tutti gli studenti del secondo ciclo di istruzione a partire dalla Legge 107/2015, dall’altro vengono forniti alcuni dati riferiti all’esperienza precedente all’introduzione della nuova normativa. Nel secondo capitolo si individuano i passaggi essenziali per una buona progettazione con particolare attenzione alle attività finalizzate a facilitare una esperienza formativa efficace nelle organizzazioni lavorative e professionali. In esso viene privilegiato il modello di ASL imperniato sullo stage aziendale curricolare. Il terzo capitolo affronta gli aspetti organizzativi e gestionali; la riflessione viene sviluppata dalla triplice prospettiva della scuola, dell’impresa e dello studente. Nel quarto capitolo si affronta il delicato tema della valutazione. Esso si concentra in due ambiti principali: misurazione dei risultati di apprendimento (cui può essere collegata anche l’attività di certificazione delle competenze acquisite) e valutazione dei percorsi. Il quinto capitolo dà spazio a una serie di questioni aperte emerse nella prima fase di implementazione dell’alternanza
sul terreno culturale, didattico e organizzativo, come ad esempio il rapporto con le discipline e la questione dell’inserimento degli studenti portatori di bisogni educativi speciali (BES) di cui si riportano alcune esperienze esemplificative. Nel sesto capitolo sono documentate, a partire dalle fonti esistenti sul web e dalla conoscenza diretta degli autori, una serie di esperienze concrete, selezionate per tematica e per tipologia di istituti. Il volume si conclude con una Appendice che raccoglie due estratti relativi a una Guida dei tutor scolastico e aziendale e una Guida per la progettazione di percorsi triennali di alternanza; in chiusura propone un esempio di diario di bordo. I soli cenni permettono di affermare che il volume, pur piccolo come pagine, è denso e stimolante per più soggetti. Per gli operatori della scuola, innanzitutto, che sono chiamati in maniera sempre più pressante a colmare la distanza con il mondo del lavoro. Per il mondo del lavoro, poi, che è provocato da questa nuova opportunità. Riusciranno le imprese, soprattutto piccole e medio piccole, a diventare anche luoghi formativi per i giovani?

A cura di Mario Tonini

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