G. ZAGARDO– G.M. SALERNO, La Formazione Professionale nelle Regioni. Anno 2014-15. Proposta di un costo standard

Giacomo Zagardo, Giulio Maria Salerno

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2017

Il volume comprende due parti: una più corposa, redatta da G. Zagardo, che fornisce il quadro della IeFP nelle Regioni relativamente all’anno 2014-15 e l’altra più sintetica, stesa da G.M. Salerno, che affronta la questione dei costi standard unitari, sempre della IeFP. Le due sezioni contribuiscono a fare del libro una pubblicazione molto valida ed attuale. In particolare, va riconosciuta alla prima parte la precisione dei dati offerti, la loro completezza e una interpretazione particolarmente acuta. La seconda sezione, poi, è da apprezzare per aver affrontato una questione nuova e complessa e di averlo fatto con originalità e al tempo stesso rispettando i criteri di scientificità quali emergono chiaramente dal disegno di analisi scelto. La prima parte conferma la presenza nelle Regioni dei punti forti della IeFP che i rapporti INAPP (ex ISFOL) evidenziano a livello nazionale. Li richiamiamo qui brevemente: la crescita degli iscritti; l’aumento della opzione per la IeFP come prima scelta dopo la secondaria di I grado; la particolare efficacia nella lotta alla dispersione; la rilevante capacità di inclusione con speciale riguardo agli allievi stranieri; i lusinghi eri esiti occupazionali; il rafforzamento di una filiera professionalizzante verticale che può portare gli allievi fino all’istruzione superiore; il legame strutturale con le forze sociali del territorio. Certamente non mancano i punti deboli, ma tutti provengono da fattori esterni alla IeFP. Anzitutto, va sottolineato l’effetto distorcente sul sotto-sistema dovuto all’intervento “sostitutivo” e non“sussidiario” dell’Istituto Professionale di Stato. Altre criticità riguardano: la disomogeneità sul piano territoriale per cui la circoscrizione che avrebbe più bisogno della IeFP, il Sud cioè, è proprio quella che ne dispone in misura grandemente insufficiente; la riduzione dei finanziamenti nonostante la crescita delle iscrizioni; la presenza inadeguata del quarto anno rispetto alla domanda; la mancata definizione dei Livelli Essenziali di Prestazione; l’adozione di un sistema disomogeneo di costo standard. Contribuiscono a ridurre queste problematiche due sperimentazioni introdotte nel 2015. La prima si riferisce al sistema duale e la seconda introduce nella IeFP il sistema nazionale di valutazione. Come si è visto sopra, tra i punti deboli menzionati uno riguarda la questione dei costi standard unitari della IeFP che si sta diffondendo in modo differenziato e frammentato. In proposito, nella seconda parte della pubblicazione si presentano i presupposti metodologici, le modalità di svolgimento e i primi risultati di un progetto di ricerca sullo studio dei costi della IeFP. Un primo esito evidenzia le forti differenziazioni tra i finanziamenti annualmente corrisposti nelle Regioni. Ancor più grave è l’altro risultato che consiste in una rilevante e diffusa sottovalutazione del fabbisogno finanziario della IeFP rispetto a quello che dalla ricerca emerge come congruente con parametri di efficienza, efficacia e qualità. Tale andamento, se dovesse continuare nei prossimi anni, è destinato a causare conseguenze molto problematiche per la possibilità della IeFP di erogare un servizio educativo valido e potrebbe risultare particolarmente dannoso per la stessa sopravvivenza di tale sistema. Pertanto, l’applicazione di criteri mirati a definire un corretto fabbisogno standard per ciascun percorso di IeFP è un obiettivo da perseguire con urgenza e con impegno, se si vuole assicurare ai nostri giovani su tutto il territorio nazionale non solo un’offerta formativa di qualità ma anche l’attuazione del principio di eguaglianza che non può essere solo formale, ma che deve divenire anche sostanziale.

A cura di G. Malizia

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