Lipari D., Dentro la formazione. Etnografia, pratiche, apprendimento. [Review]

Domenico Lipari, 2016

Milano: Guerini Next

Recensione a cura di Gustavo Mejía Gómez

La ripresa d’interesse per gli approcci qualitativi nella ricerca sociale mette in evidenza la nuova centralità dell’etnografia e del suo diffondersi oltre i confini disciplinari e di ricerca dell’antropologia culturale, entro i quali era originariamente collocata. L’etnografia – come “stile di ricerca qualitativa fondato su un’osservazione diretta e prolungata, che ha come scopo la descrizione e la spiegazione del significato delle pratiche degli attori sociali” (p. 17) – è ormai parte integrante dei metodi d’indagine in una varietà di campi disciplinari e di ambiti professionali, tra i quali quello dell’azione formativa nei contesti organizzativi. In questa cornice si muove il lavoro di Domenico Lipari, sociologo, allievo di Bruno Latour, che in Italia è uno degli autori di riferimento per quanto riguarda gli studi sulla formazione. Il libro, articolato sostanzialmente in due parti, si propone di illustrare innanzitutto la storia, la cornice epistemologica e i fondamenti metodologici della ricerca etnografica (capp. 1 e 2), con particolare attenzione all’osservazione sul campo e alla scrittura, e poi le potenzialità che l’etnografia assume quando viene applicata all’analisi delle pratiche formative (cap. 3), che si articolano in pratiche manageriali, pratiche di analisi dei bisogni, pratiche di progettazione, pratiche d’aula e pratiche di valutazione. E qui l’Autore attinge sia alla sua vasta esperienza di etnografo della formazione sul campo (pensiamo in particolare ai seguenti studi: “Dinamiche di vertice. Frammenti di un discorso organizzativo”, 2007; “Formatori. Etnografia di un arcipelago professionale”, 2012; “Storie di formatori. Esperienza, apprendimento, professione”, 2014), sia ai resoconti di ricerche etnografiche condotte da altri autori. Leggi tutto “Lipari D., Dentro la formazione. Etnografia, pratiche, apprendimento. [Review]”

Bruni L., La felicità è troppo poco. Note a margine del nostro capitalismo. [Review]

Luigino Bruni, 2017

Ospedaletto-Pisa: Pacini Editore

Recensione a cura di Giuseppe Tacconi

I cambiamenti che hanno interessato la nostra società negli ultimi decenni sono radicali. In particolare il capitalismo contemporaneo si differenzia da quello individualistico del XX secolo. Spostando l’attenzione dal lavoro al consumo ed enfatizzando l’ideologia del merito e dell’efficienza, questo sistema sociale ed economico è destinato a generare disuguaglianze crescenti e infelicità. Nella cornice di una riflessione globale su questo fenomeno, Luigino Bruni,Professore ordinario di Economia politica alla LUMSA di Roma, coordinatore del progetto Economia di Comunione del movimento dei Focolari ed editorialista, propone non solo un’attenta analisi ma anche possibili vie d’uscita che si rifanno al bisogno di una sorta di conversione culturale. L’Autore ci ha abituati da tempo a una riflessione molto stimolante sui nodi essenziali della nostra società e del nostro vivere insieme, attingendo spesso al patrimonio sapienziale della Bibbia e della tradizione cristiana (vedi, ad esempio, “La foresta e l’albero. Dieci parole per un’economia umana”, 2016 e “Fondati sul lavoro, 2014) per individuare traiettorie di senso e linee di azione. Le principali parole chiave della sua riflessione sono le seguenti: bene comune, reciprocità, dono, mercato, disuguaglianza, merito, emozioni, scuola, incentivi, management, impresa, utopia, famiglia, festa, virtù, ambiente, giustizia, povertà, vulnerabilità, profezia ecc. Leggi tutto “Bruni L., La felicità è troppo poco. Note a margine del nostro capitalismo. [Review]”

Internationalization in Vocational Education and Training [Review]

 

Ly Thi Tran & Kate Dempsey

Recensione di Marco Perini e Pekka Kämäräinen

The book was published in the series Technical and Vocational Education and Training: Issues, Concerns and Prospects. Series Editor-in-Chief is Rupert MacLean. Editors of the volume are Ly Thi Tran, associate professor in the Faculty of Arts and Education of Deakin University in Australia), and Kate Dempsey, independent education consultant from Melbourne in Australia.

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Matematica con gusto! Menù di cucina e matematica [Review]

MARCO COSTANZI

Recensione di Marco Perini

La matematica viene spesso percepita come una disciplina astratta, ostica e difficile da digerire. Marco Costanzi, con questo libro, rivisita la disciplina proponendola nelle vesti di “novità culinaria”, ricca di sapori, colori e forme, guidando il lettore attraverso un percorso che invita alla scoperta e all’osservazione di elementi come il gusto e la bellezza, che possono sembrare lontani da teoremi, formule e calcoli. La matematica viene presentata “nel piatto”, partendo dagli aspetti concreti della preparazione culinaria, come la scelta degli ingredienti, delle quantità e delle proporzioni, fino ad arrivare alla presentazione delle portate e dei menù. L’autore, docente di matematica presso il “Centro Servizi Formativi Stimmatini” di Verona, grazie all’aiuto dei colleghi docenti/chef Daniele Cipriani e Luca Magagnotti (autori delle ricette), fa incontrare il mondo dei numeri e della cucina riproponendo l’esperienza fatta nell’ambito del Concorso “I makers dei CFP: intellegiamo con le mani”, fornendo materiali, spunti e stimoli che possono ispirare sia il pensiero matematico che l’interesse per l’ambito culinario. Le ricette presentate sono arricchite da una meticolosa descrizione degli ingredienti, da informazioni nutrizionali e da digressioni di tipo storico e geografico in grado di accendere nel lettore sia la voglia di mettersi ai fornelli che l’interesse per i concetti algebrici e geometrici che stanno dietro alla preparazione di un piatto. Leggi tutto “Matematica con gusto! Menù di cucina e matematica [Review]”

BERTELL L., Lavoro ecoautonomo. Dalla sostenibilità del lavoro alla praticabilità della vita [Review]

Lucia Bertell, 2016

Elèuthera Editore

Recensione di Gustavo Mejia Gomez

Il libro di Lucia Bertell propone alcuni interrogativi radicali sul significato che molte e molti cercano e danno all’esperienza lavorativa: qual è lo spazio che il lavoro occupa nella vita quotidiana delle persone? Il lavoro può essere visto come una pratica politica? Quali sono i tratti delle esperienze di lavoro di chi racconta storie alternative rispetto alla narrazione oggi prevalente, quella capitalistica? Come si configura il lavoro di chi cerca di realizzare economie diverse e dunque anche modi di vivere e di lavorare diversi? Per rispondere a questi interrogativi, l’Autrice si mette convintamente alla ricerca dei modi di esistere – prima e forse più che di lavorare – di coloro che sanno resistere e talvolta riescono anche a superare l’immaginario economico e sociale dominante, quello capitalista, che riduce il lavoro a merce deprivata di senso. L’Autrice stessa, oggi ricercatrice all’Università di Verona, proviene da esperienze nel mondo della cooperazione e ha potuto essere testimone diretta del processo che in questi anni ha fatto sì che il mercato si appropriasse anche del cosiddetto terzo settore e delle economie solidali, spostandone il significato dall’ordine simbolico della vita e della reciprocità a quello del profitto. Il confine da tracciare non è più dunque quello tra profit e non profit. Indizi di un diverso modo di vivere e di lavorare si trovano in varie realtà economiche che, al di là della forma giuridica che assumono, cercano di modificare dal basso il mercato attraverso nuovi e più consapevoli modi di organizzare la vita e il lavoro. Leggi tutto “BERTELL L., Lavoro ecoautonomo. Dalla sostenibilità del lavoro alla praticabilità della vita [Review]”

Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale [Review]

A cura di MAGONE A., MAZALI T.

Recensione di Marco Perini

La costante innovazione tecnologica che ha caratterizzato gli ultimi anni è stata, e continua ad essere, motore di grandi cambiamenti nell’ambito della vita quotidiana e lavorativa. Se da un lato è relativamente semplice servirsi dei nuovi prodotti che il progresso tecnologico continua a proporci, dall’altro si è sempre più a contatto con piccoli e grandi oggetti che, dietro ad un’interfaccia ergonomica sapientemente progettata, nascondono una componentistica sofisticate, creata attraverso processi produttivi ad elevato tasso di complessità. Per reggere i tempi rapidi dell’innovazione diversi settori produttivi stanno velocemente mutando, andando verso la fusione degli impianti industriali con il mondo virtuale al fine di mettere in comunicazione gli oggetti, le persone e i luoghi appartenenti al ciclo produttivo. Questo sta avvenendo tramite lo sviluppo e l’implementazione di sistemi tecnologici intelligenti, in grado di ridurre il distacco tra uomo e macchina, ovvero attraverso l’Internet Of Things (IOT). All’interno delle “nuove fabbriche” si possono trovare linee produttive flessibili al punto di essere in grado di personalizzare i prodotti in base alle esigenze del singolo cliente, macchine in grado apprendere e di comunicare tra di loro, impianti con capacità autodiagnostiche e robot che compiono la quasi totalità delle funzioni manuali richieste. Ma quali sono le caratteristiche di un’industria in grado di immettere sul mercato in tempi brevissimi prodotti ad alto profilo tecnologico? Come sta cambiando il ruolo delle risorse umane al suo interno? Quali competenze vengono richieste ai lavoratori delle fabbriche digitalizzate? Leggi tutto “Industria 4.0. Uomini e macchine nella fabbrica digitale [Review]”

MARTINELLI P., MELONE M., “La grazia di lavorare”. Lavoro, vita consacrata, francescanesimo [Review]

Paolo Martinelli, Mery Melone

Recensione di Giuseppe Tacconi

EDB, 2015

Nata su impulso del Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, questa singolare raccolta di studi e riflessioni sul lavoro, curata dall’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum, non si limita ad affrontare la questione del rapporto tra francescanesimo e lavoro, che già di per sé sarebbe interessante, considerato che Francesco parlava della “grazia del lavorare” e proponeva una visione del lavoro nuova per il suo tempo, perché caratterizzata da positività e gratitudine. Una delle attenzioni fondamentali di questa raccolta è infatti anche quella di interrogarsi a fondo sull’evoluzione culturale e sociale che interessa il lavoro nella società attuale. Se pensiamo alla drammatica riduzione delle possibilità di accesso dei giovani al lavoro, alla diffusa precarietà che sempre più larghe fasce della popolazione sperimentano riguardo al lavoro, all’accelerazione dei cambiamenti, ai mutamenti di stile di vita che i nuovi ritmi lavorativi impongono, alla diffusa cultura dello scarto ecc., la riflessione sul ruolo e il significato che il lavoro assume nella tradizione francescana, e più in generale nella vita consacrata e nella vita cristiana, può offrire un utile contributo a ripensare in profondità le varie dimensioni umane, sociali e spirituali implicate anche oggi nel lavorare. Il volume è articolato in varie parti e propone più di venti saggi, di elevato spessore scientifico, in vari ambiti (storico, esegetico, teologico, filosofico, sociologico). Leggi tutto “MARTINELLI P., MELONE M., “La grazia di lavorare”. Lavoro, vita consacrata, francescanesimo [Review]”

TACCONI G., Tra scuola e lavoro. Una prospettiva didattica sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione [Review]

Giuseppe Tacconi, 2014

Recensione di Gustavo Mejia Gomez

Editore LAS

Nell’anno in cui si sono svolti gli esami di Stato di coloro che, cinque anni prima, avevano iniziato il loro percorso di istruzione secondaria superiore secondo le novità introdotte dalla cosiddetta riforma Gelmini e nell’anno in cui è stata approvato dal Parlamento il pacchetto della “buona scuola” del Governo Renzi, è uscito questo bel libro di Giuseppe Tacconi, docente di Didattica all’Università di Verona, che fa opportunamente il punto sull’intero secondo ciclo del sistema italiano di istruzione e formazione. Il libro si colloca all’interno di una collana dell’editrice dell’Ateneo Salesiano di Roma che mira a favorire la conoscenza reciproca tra Italia e Cina, riguardo ai rispettivi sistemi formativi, e fornisce un’ampia panoramica sul secondo ciclo italiano, configurandosi perciò come molto utile anche
per coloro che volessero diventare docenti in quel contesto. Nel primo capitolo, l’Autore si sofferma sullo sviluppo storico recente della scuola secondaria superiore e della formazione professionale iniziale, con particolare attenzione alle scelte di politica scolastica e formativa che inevitabilmente hanno avuto ricadute sull’azione e sulla cultura didattica dei pratici. Il secondo capitolo propone una raffigurazione del secondo ciclo nelle sue due articolazioni attuali: il “sistema di istruzione secondaria superiore” di competenza statale (licei, istituti tecnici e istituti professionali) e il “sistema di istruzione e formazione professionale” di competenza regionale, con un accenno anche sull’apprendistato riformato e sull’avvio del sistema duale. Leggi tutto “TACCONI G., Tra scuola e lavoro. Una prospettiva didattica sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione [Review]”

Nuove parole della formazione [Reviews]

A cura di D. Lipari e S. Pastore

Con contributi di: A. Ajello, A. Alberici, G. Alessandrini, F.P. Arcuri, C. Belardi, S. Billett, P.G. Bresciani, A. Bruni, G. Cepollaro, V. Deplano,

M. Fedeli, D. Lipari, A. Manuti, G. Moretti, G. Moro, S. Pastore, D. Pepe, G.P. Quaglino, P. Reggio, E. Righetti, E. Rullani, A. Salatin, A.F. Scardigno, P. Serreri, G. Scaratti, G. Tacconi, G. Tanucci, M. Tomassini, G. Varchetta, A. Vergani, D. Zingarelli Come si configura la formazione oggi? Quali i tratti peculiari e quali, invece, gli orientamenti che si profilano all’orizzonte? A queste domande hanno provato a rispondere, secondo diverse prospettive di analisi e diversi punti di vista disciplinari, 31 esperti che la formazione, in Italia, l’hanno fatta e la fanno, la vivono, la leggono, la interpretano, la studiano.

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Formazione. I metodi” [Review]

A cura di Gian Piero Quaglino

Recensione di Riccardo Sartori

Gian Piero Quaglino è uno degli autori più noti che hanno scritto di formazione e che vengono immancabilmente citati quando si scrive di formazione. I suoi scritti di formazione (espressione, questa, che dà peraltro il titolo a una serie di 5 volumi che raccolgono lavori da lui pubblicati a partire dagli anni Settanta fino ai giorni nostri) sono conosciuti da chiunque si occupi di formazione, sia che ne condivida l’approccio psicodinamico o addirittura umanistico-esistenziale, come a volte viene definita la sua impostazione, sia che se ne distanzi per il modo di interpretare l’apprendimento (e il cambiamento) e i metodi da utilizzare per favorirlo.

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