La voce di testimoni privilegiati. Il punto di vista di Confindustria su Formazione Professionale e rapporto scuola-lavoro. A colloquio con Ermanno Rondi

Gustavo Mejia Gomez, Giuseppe Tacconi

This paper reports the themes which have emerged from a conversation with Eng.Ermanno Rondi, head of the Confindustria Technical Group, about Vocational Training and school-work alternation.
The result is a reflection on the relationship between trainingand productive system, an assessment of therecent legislative measures that have affected thesector and an analysis of current challenges

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CARLINI A. (a cura di), L’Istruzione e la Formazione Professionale (IeFP) nell’esperienza degli imprenditori. Studi di caso

Andrea Carlini

INAPP, Roma, 2017.

È stata pubblicata nel 2017 una ricerca dell’INAPP curata da Andrea Carlini che ha esplorato l’opinione degli imprenditori nei riguardi della qualità dei risultati formativi ottenuti dal sistema di Istruzione e Formazione Professionale1. Sembra utile riportare le principali conclusioni che sintetizzano tale ricerca anche ai fini di un continuo miglioramento del servizio di IeFP, in particolare nella prospettiva di un sistema duale.

1. Lo stage

«L’idea generale, che accomuna la quasi totalità degli imprenditori intervistati, è che l’esperienza nei percorsi IeFP costituisca per i ragazzi una buona base di partenza e un primo contatto con la realtà lavorativa. È altrettanto diffusa la convinzione che il percorso di crescita professionale e formativa dei ragazzi passi necessariamente attraverso l’esperienza diretta all’interno delle aziende. In questo senso, tutti gli imprenditori intervistati hanno sottolineato l’importanza dello stage quale momento fondamentale sia per conoscere i ragazzi, in una possibile prospettiva assunzionale, sia per gli allievi/stagisti, perché proprio grazie a questa esperienza hanno la possibilità di misurarsi rispetto alla professionalità in esito al percorso formativo prescelto. […] Gli imprenditori hanno utilizzato questo lasso di tempo anche per valutare la preparazione e l’adeguatezza dei ragazzi al contesto aziendale; quindi, a fronte di un possibile sviluppo ed allargamento del proprio organico, hanno spesso reclutato quei giovani già precedentemente conosciuti e apprezzati». Lo stage è percepito come: «[…] uno strumento utile per gli imprenditori, in funzione di un possibile sviluppo della propria azienda, e per gli studenti che possono rendersi conto della professione che andranno a svolgere. Proprio in considerazione della centralità dello stage, molti datori di lavoro hanno evidenziato l’opportunità di investire in periodi di stage più lunghi, affinché l’allievo possa accrescere il proprio know how individuale, acquisendo così una maggiore autonomia in tutte le fasi che compongono il processo lavorativo».

2. Una rete di collaborazione tra Enti formativi e aziende

«Un ulteriore elemento che emerge con una certa frequenza è lo stretto collegamento che Enti di formazione e aziende hanno consolidato negli anni. Tale collegamento non è circoscritto unicamente all’organizzazione degli stage da parte degli Enti, ma si estende anche alla partecipazione degli imprenditori a specifiche giornate formative e di orientamento presso le strutture formative e anche alla loro presenza nelle commissioni di esame per il rilascio del titolo finale. La contiguità di questi imprenditori con il mondo educativo ha inciso e influito nelle modalità operative attraverso cui i titolari agiscono la propria leadership all’interno dell’azienda, leadership che non prescinde dall’effettiva azione di governo della propria impresa ma che la coniuga a una logica educativa e di presa in carico dei ragazzi». Leggi tutto “CARLINI A. (a cura di), L’Istruzione e la Formazione Professionale (IeFP) nell’esperienza degli imprenditori. Studi di caso”

G. ZAGARDO– G.M. SALERNO, La Formazione Professionale nelle Regioni. Anno 2014-15. Proposta di un costo standard

Giacomo Zagardo, Giulio Maria Salerno

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2017

Il volume comprende due parti: una più corposa, redatta da G. Zagardo, che fornisce il quadro della IeFP nelle Regioni relativamente all’anno 2014-15 e l’altra più sintetica, stesa da G.M. Salerno, che affronta la questione dei costi standard unitari, sempre della IeFP. Le due sezioni contribuiscono a fare del libro una pubblicazione molto valida ed attuale. In particolare, va riconosciuta alla prima parte la precisione dei dati offerti, la loro completezza e una interpretazione particolarmente acuta. La seconda sezione, poi, è da apprezzare per aver affrontato una questione nuova e complessa e di averlo fatto con originalità e al tempo stesso rispettando i criteri di scientificità quali emergono chiaramente dal disegno di analisi scelto. La prima parte conferma la presenza nelle Regioni dei punti forti della IeFP che i rapporti INAPP (ex ISFOL) evidenziano a livello nazionale. Li richiamiamo qui brevemente: la crescita degli iscritti; l’aumento della opzione per la IeFP come prima scelta dopo la secondaria di I grado; la particolare efficacia nella lotta alla dispersione; la rilevante capacità di inclusione con speciale riguardo agli allievi stranieri; i lusinghi eri esiti occupazionali; il rafforzamento di una filiera professionalizzante verticale che può portare gli allievi fino all’istruzione superiore; il legame strutturale con le forze sociali del territorio. Leggi tutto “G. ZAGARDO– G.M. SALERNO, La Formazione Professionale nelle Regioni. Anno 2014-15. Proposta di un costo standard”

SALATIN A., Progettare, gestire e valutare i nuovi percorsi di alternanza scuola lavoro. Itinerari e strumenti per le scuole del secondo ciclo

Arduino Salatin, 2017

Rizzoli Education

La pratica dell’Alternanza Scuola Lavoro (ASL) in Italia vanta una lunga tradizione ma fino ad oggi, a giudizio di esperti, sembra non aver inciso profondamente sull’organizzazione scolastica. Diverso il discorso per il (sotto)Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che ha realizzato da decenni, soprattutto attraverso lo stage, un modo efficace per integrare mondo formativo e mondo produttivo. L’introduzione dell’ASL a livello curricolare e l’abbandono del suo carattere opzionale a seguito dell’approvazione della legge 13 luglio 2015, n.107, ha inserito nel mondo scolastico delle novità che, secondo molti, andranno progressivamente a modificare strutturalmente l’impianto disciplinare. Si tratta dell’impresa con i suoi referenti e tutor aziendali, che agirà, in modo “paritario”, con i soggetti istituzionali della scuola, sia in sede di progettazione che di valutazione dei percorsi curriculari (o parti di essi). Su questa innovazione scrive il prof. Arduino Salatin. L’autore intende offrire al lettore una riflessione critica sui modelli formativi evocati dall’ASL con le pratiche agite fino ad oggi nei concreti contesti scolastici, aziendali e territoriali. Il volume presenta le diverse accezioni di ASL e ne ripercorre il ciclo standard di gestione curriculare (analisi, progettazione, organizzazione, valutazione). Individua alcune problematiche costitutive finora emerse e specifica qualche pista di approfondimento, riporta, inoltre, una serie di modelli e pratiche esemplificative dedotte dalle esperienze sul campo effettuate dalle scuole, con riferimento ai tre attuali indirizzi del secondo ciclo: licei, istituti tecnici e professionali. Leggi tutto “SALATIN A., Progettare, gestire e valutare i nuovi percorsi di alternanza scuola lavoro. Itinerari e strumenti per le scuole del secondo ciclo”

CNOS-FAP (a cura di), Modelli e strumenti per la formazione dei nuovi referenti dell’autovalutazione delle istituzioni formative nella IeFP

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/Cnos-Fap, 2016

Il nostro Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) nasce e si definisce in relazione alla legge n. 10/2011 che ne individua la struttura organizzativa. Più specificamente, esso rientra nelle competenze principalmente di tre soggetti: l’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), con funzioni di supporto ad attività di miglioramento e di innovazione; l’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e di formazione), con il ruolo di preparazione di prove di valutazione degli apprendimenti e di partecipazione alle ricerche internazionali; il corpo ispettivo, con funzioni di valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici. Al riguardo conviene subito puntualizzare che la finalità generale del SNV consiste nel valutare l’efficienza e l’efficacia del sistema educativo di istruzione e di formazione. Se si fa riferimento alle modalità della valutazione, sono due le tipologie principali: quella esterna effettuata da valutatori che non sono membri del personale della scuola o centro; quella interna svolta soprattutto da quanti fanno parte del personale. Più specificamente, la prima modalità mira a offrire alle scuole e ai centri indicazioni concrete per la predisposizione, l’attuazione e l’eventuale modifica del proprio piano di miglioramento. Quanto alla valutazione interna (o autovalutazione), di cui si occupa il volume, gli obiettivi principali sono di due tipi: effettuare un esame e una verifica del proprio servizio educativo, utilizzando i dati del sistema informativo del Ministero, delle rilevazioni sugli apprendimenti, delle elaborazioni del valore aggiunto compiute dall’Invalsi e della scuola/centro stessi; predisporre un rapporto di valutazione interna in conformità con il quadro di riferimento preparato dall’Invalsi e redigere un piano di miglioramento. Leggi tutto “CNOS-FAP (a cura di), Modelli e strumenti per la formazione dei nuovi referenti dell’autovalutazione delle istituzioni formative nella IeFP”

BERTELL L., Lavoro ecoautonomo. Dalla sostenibilità del lavoro alla praticabilità della vita [Review]

Lucia Bertell, 2016

Elèuthera Editore

Recensione di Gustavo Mejia Gomez

Il libro di Lucia Bertell propone alcuni interrogativi radicali sul significato che molte e molti cercano e danno all’esperienza lavorativa: qual è lo spazio che il lavoro occupa nella vita quotidiana delle persone? Il lavoro può essere visto come una pratica politica? Quali sono i tratti delle esperienze di lavoro di chi racconta storie alternative rispetto alla narrazione oggi prevalente, quella capitalistica? Come si configura il lavoro di chi cerca di realizzare economie diverse e dunque anche modi di vivere e di lavorare diversi? Per rispondere a questi interrogativi, l’Autrice si mette convintamente alla ricerca dei modi di esistere – prima e forse più che di lavorare – di coloro che sanno resistere e talvolta riescono anche a superare l’immaginario economico e sociale dominante, quello capitalista, che riduce il lavoro a merce deprivata di senso. L’Autrice stessa, oggi ricercatrice all’Università di Verona, proviene da esperienze nel mondo della cooperazione e ha potuto essere testimone diretta del processo che in questi anni ha fatto sì che il mercato si appropriasse anche del cosiddetto terzo settore e delle economie solidali, spostandone il significato dall’ordine simbolico della vita e della reciprocità a quello del profitto. Il confine da tracciare non è più dunque quello tra profit e non profit. Indizi di un diverso modo di vivere e di lavorare si trovano in varie realtà economiche che, al di là della forma giuridica che assumono, cercano di modificare dal basso il mercato attraverso nuovi e più consapevoli modi di organizzare la vita e il lavoro. Leggi tutto “BERTELL L., Lavoro ecoautonomo. Dalla sostenibilità del lavoro alla praticabilità della vita [Review]”

MARTINELLI P., MELONE M., “La grazia di lavorare”. Lavoro, vita consacrata, francescanesimo [Review]

Paolo Martinelli, Mery Melone

Recensione di Giuseppe Tacconi

EDB, 2015

Nata su impulso del Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, questa singolare raccolta di studi e riflessioni sul lavoro, curata dall’Istituto Francescano di Spiritualità della Pontificia Università Antonianum, non si limita ad affrontare la questione del rapporto tra francescanesimo e lavoro, che già di per sé sarebbe interessante, considerato che Francesco parlava della “grazia del lavorare” e proponeva una visione del lavoro nuova per il suo tempo, perché caratterizzata da positività e gratitudine. Una delle attenzioni fondamentali di questa raccolta è infatti anche quella di interrogarsi a fondo sull’evoluzione culturale e sociale che interessa il lavoro nella società attuale. Se pensiamo alla drammatica riduzione delle possibilità di accesso dei giovani al lavoro, alla diffusa precarietà che sempre più larghe fasce della popolazione sperimentano riguardo al lavoro, all’accelerazione dei cambiamenti, ai mutamenti di stile di vita che i nuovi ritmi lavorativi impongono, alla diffusa cultura dello scarto ecc., la riflessione sul ruolo e il significato che il lavoro assume nella tradizione francescana, e più in generale nella vita consacrata e nella vita cristiana, può offrire un utile contributo a ripensare in profondità le varie dimensioni umane, sociali e spirituali implicate anche oggi nel lavorare. Il volume è articolato in varie parti e propone più di venti saggi, di elevato spessore scientifico, in vari ambiti (storico, esegetico, teologico, filosofico, sociologico). Leggi tutto “MARTINELLI P., MELONE M., “La grazia di lavorare”. Lavoro, vita consacrata, francescanesimo [Review]”

PELLEREY M., La valorizzazione delle tecnologie mobili nella pratica gestionale e didattica dell’Istruzione e Formazione Professionale a livello di secondo ciclo. Indagine teorico-empirica. Rapporto Finale.

Michele Pellerey

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2015

La presenza delle tecnologie mobili nella vita quotidiana sta diventando sempre più pervasiva e va ad incidere in misura particolarmente rilevante nei processi di apprendimento dei giovani, compresi quelli che avvengono a scuola o nella IeFP, come anche nei dinamismi del mondo del lavoro che li riguardano. In anni recenti la scuola e la Formazione Professionale sono riuscite, anche se in maniera piuttosto faticosa, a introdurre nelle loro attività didattiche ed educative l’uso valido ed efficace del computer e più in generale dell’informatica; le relative metodologie non sono però direttamente e facilmente trasferibili nell’area delle tecnologie digitali mobili. Comunque, la diffusione di queste ultime ha potenziato le interrelazioni sociali sul piano multimediale, ha fornito ai giovani il fondamento per una crescita degli interscambi e ha messo a loro disposizione un complesso attraente di giochi, individuali e collettivi. Pertanto, il sistema di istruzione e di formazione si è trovato di fronte alla sfida di accertare le possibilità che queste tecnologie potrebbero offrire ai fini dell’elevazione della qualità dei processi gestionali, formativi e didattici. Su questa linea, il progetto di ricerca, di cui viene presentato qui il rapporto finale contenuto nel volume in esame, ha inteso realizzare una investigazione circa le potenzialità e i limiti che gli strumenti cosiddetti mobili offrono sul piano dell’apprendimento nel secondo ciclo dell’istruzione e della formazione. Ai fini dello studio in questione nel 2013 è stato effettuato un esame critico della documentazione italiana e internazionale riguardo all’introduzione degli strumenti mobili nei processi didattici ed educativi; tale analisi ha permesso la predisposizione di alcune strategie in vista della loro sperimentazione nelle attività di insegnamento di discipline sia umanistiche che scientifiche. Successivamente nel 2014 si è proceduto all’analisi di alcune prassi che in relazione alle sperimentazioni realizzate risultavano efficaci e valide per l’apprendimento delle competenze previste. Leggi tutto “PELLEREY M., La valorizzazione delle tecnologie mobili nella pratica gestionale e didattica dell’Istruzione e Formazione Professionale a livello di secondo ciclo. Indagine teorico-empirica. Rapporto Finale.”

NICOLI D., Come i giovani del lavoro apprezzano la cultura. Formare e valutare saperi e competenze degli assi culturali nella Formazione Professionale

 

Dario Nicoli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2015

A partire dal 2002, la Formazione Professionale è stata chiamata a svolgere un ruolo del tutto nuovo, quello cioè di offrire ai propri allievi dei percorsi di qualifica e di diploma una formazione culturale corrispondente ai traguardi di competenza fissati a livello dell’UE come competenze di cittadinanza europea e declinati per l’Italia nella versione dell’obbligo formativo. In altre parole, l’IeFP consente alla pari degli altri segmenti del secondo ciclo di assolvere l’obbligo, assicurando a tutti i giovani il conseguimento delle medesime competenze di base. Le esperienze che sono state avviate in attuazione di tale innovazione hanno evidenziato vari problemi tra cui quello di riproporre un modello “disciplinaristico” tipico del sistema dell’istruzione. Questo è avvenuto anche perché varie Regioni hanno accentuato il ricorso alla formula delle “passerelle” dalla FP alla scuola per gli allievi che intendono conseguire il diploma di Stato per cui si è finito per adottare l’impostazione pedagogica del mondo dell’istruzione. Ha influito nella medesima direzione l’assunzione di formatori di impronta scolastica disciplinare, sebbene le Regioni e le Province Autonome richiedano incarichi per assi culturali. Un’altra difficoltà è consistita nell’adozione di un approccio minimalistico. In altre parole, la cultura è stata asservita totalmente alla dimensione lavorativa per cui è stata seguita una modalità di natura riduttiva soprattutto riguardo al valore educativo e formativo dell’offerta portata avanti dai CFP. Leggi tutto “NICOLI D., Come i giovani del lavoro apprezzano la cultura. Formare e valutare saperi e competenze degli assi culturali nella Formazione Professionale”

MALIZIA G. – TONINI M., Organizzazione della scuola e del CFP. Una introduzione

Guglielmo Malizia, Mario Tonini

CNOS-FAP, 2015

Il volume che esaminiamo è, come recita il suo sottotitolo, un’introduzione alle tematiche dell’organizzazione delle istituzioni scolastico-formative in cui l’attenzione all’educativo non passa mai in secondo piano ma rimane il riferimento fondamentale di tutte le pagine. L’esperienza pluridecennale che gli autori hanno maturato nel settore, in un caso sul versante teorico, nell’altro sul versante pratico-applicativo, consente loro di costruire un compendio sintetico e al tempo stesso estremamente sistematico della problematica. In ciò risiede il pregio maggiore del volume. Fin dalle pagine introduttive si passano in rassegna le diverse teorie dell’organizzazione, da quella basata sulla razionalità tecnico-funzionale a quella delle relazioni umane, da quella sistemica a quella organica, fino alla teoria della qualità totale che rappresenta la risposta forse più efficace alla complessità crescente dei sistemi, richiedendo il passaggio dal meccanicismo della burocrazia alla flessibilità della “adhocrazia”. Il primo capitolo approfondisce la natura dei diversi modelli organizzativi, offrendo di ognuno una descrizione degli aspetti fondanti e un’analisi dei punti forti e dei punti deboli. Dopo aver esaminato il modello formale, quello collegiale, quello politico e quello ambiguo, gli autori si soffermano sul modello della qualità totale, non a caso presentato per ultimo, il quale appare essere il più efficace per la sua centratura sulla soddisfazione del cliente. Se al posto del cliente mettiamo l’allievo, ecco che il modello risponde ottimamente all’istanza pedagogica delle istituzioni educative di cui si sta discutendo l’organizzazione. Leggi tutto “MALIZIA G. – TONINI M., Organizzazione della scuola e del CFP. Una introduzione”