Contextualising teaching. Teaching practice developed by expert teacher educators

Adula Bekele Hunde, Giuseppe Tacconi

This article examines the way a group of expert teachers’ educators contextualises their teaching. To this end, a qualitative phenomenological approach was employed to collect and analyse data from 30 expert teachers’ educators. Grounded theory was used to conceptualise and categorise evidences emerged from the analysis of texts while stories of practices were created for each category emerged for illustration. In general, three teaching strategies emerged as means of contextualising teaching: connecting teaching to authentic experiences, aligning practices in teacher education to secondary school teaching and contextualising teaching to students’ level of understanding. Lastly, the lesson each university could draw from one another and implications of the study are highlighted.

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Internationalization in Vocational Education and Training [Review]

 

Ly Thi Tran & Kate Dempsey

Recensione di Marco Perini e Pekka Kämäräinen

The book was published in the series Technical and Vocational Education and Training: Issues, Concerns and Prospects. Series Editor-in-Chief is Rupert MacLean. Editors of the volume are Ly Thi Tran, associate professor in the Faculty of Arts and Education of Deakin University in Australia), and Kate Dempsey, independent education consultant from Melbourne in Australia.

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ICT integration in teaching practice: can we go beyond the experimentation?

Marco Perini, Giuseppe Tacconi

This study aims to analyze the experiences and the voices of the actors involved in the pilot project iCnos in order to achieve a better understanding of the ongoing process of change and to provide transferable and reusable information. This project, promoted and led by the national board of CNOS-FAP Federation, aims at introducing ICTs as support to teachers’ activities and students’ learning processes. Four of the VET centers involved in the project participated in this research. The qualitative analysis of data which were gathered through interviews shows that the innovation process has been taking different forms in each VET center. There are also common features in the transition from an experimental phase to implementation.

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PELLEREY M. (a cura di), Soft skill e orientamento professionale

Michele Pellerey

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2017

In questi ultimi anni si è passati progressivamente dalla considerazione dell’orientamento come un insieme di servizi, spesso esterni alle istituzioni formative o almeno autonomi da esse, volti a facilitare la scelta professionale dell’individuo, a una concezione in cui l’orientamento è inteso come processo nel quale il soggetto si costituisce come attivo protagonista delle sue scelte. Più in particolare, si può affermare che l’orientamento non deve essere considerato come un processo limitato a un livello scolastico, anche se la scuola secondaria è un momento forte dell’applicazione di tale intervento, ma che riguarda tutte le fasi del percorso formativo di una persona. Inoltre, si presenta come un processo educativo, continuo, finalizzato a far acquisire e a far utilizzare alla persona le conoscenze, le abilità, le competenze e gli atteggiamenti necessari per effettuare le scelte che continuamente è chiamata a compiere, soprattutto in relazione all’attività professionale. Notevole mi sembra che sia la consonanza tra le indicazioni di politica educativa appena richiamate e le conclusioni del volume in esame. Infatti, tra l’altro il sottotitolo del libro presenta l’orientamento professionale come una dimensione permanente di ogni processo educativo a partire dalla scuola dell’infanzia e questa sua caratterizzazione costituirebbe una risposta alla domanda formativa del mercato del lavoro, della ricerca e delle istituzioni europee e nazionali. L’ottica in cui dovrebbe porsi l’orientamento professionale è quella della “career education” e la finalità sarebbe quella di aiutare le persone a capire le fasi dell’iter professionale, a conoscere i compiti evolutivi e a formare le competenze richieste per la gestione delle varie funzioni. Leggi tutto “PELLEREY M. (a cura di), Soft skill e orientamento professionale”

La voce di testimoni privilegiati. Il punto di vista di Confindustria su Formazione Professionale e rapporto scuola-lavoro. A colloquio con Ermanno Rondi

Gustavo Mejia Gomez, Giuseppe Tacconi

This paper reports the themes which have emerged from a conversation with Eng.Ermanno Rondi, head of the Confindustria Technical Group, about Vocational Training and school-work alternation.
The result is a reflection on the relationship between trainingand productive system, an assessment of therecent legislative measures that have affected thesector and an analysis of current challenges

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CARLINI A. (a cura di), L’Istruzione e la Formazione Professionale (IeFP) nell’esperienza degli imprenditori. Studi di caso

Andrea Carlini

INAPP, Roma, 2017.

È stata pubblicata nel 2017 una ricerca dell’INAPP curata da Andrea Carlini che ha esplorato l’opinione degli imprenditori nei riguardi della qualità dei risultati formativi ottenuti dal sistema di Istruzione e Formazione Professionale1. Sembra utile riportare le principali conclusioni che sintetizzano tale ricerca anche ai fini di un continuo miglioramento del servizio di IeFP, in particolare nella prospettiva di un sistema duale.

1. Lo stage

«L’idea generale, che accomuna la quasi totalità degli imprenditori intervistati, è che l’esperienza nei percorsi IeFP costituisca per i ragazzi una buona base di partenza e un primo contatto con la realtà lavorativa. È altrettanto diffusa la convinzione che il percorso di crescita professionale e formativa dei ragazzi passi necessariamente attraverso l’esperienza diretta all’interno delle aziende. In questo senso, tutti gli imprenditori intervistati hanno sottolineato l’importanza dello stage quale momento fondamentale sia per conoscere i ragazzi, in una possibile prospettiva assunzionale, sia per gli allievi/stagisti, perché proprio grazie a questa esperienza hanno la possibilità di misurarsi rispetto alla professionalità in esito al percorso formativo prescelto. […] Gli imprenditori hanno utilizzato questo lasso di tempo anche per valutare la preparazione e l’adeguatezza dei ragazzi al contesto aziendale; quindi, a fronte di un possibile sviluppo ed allargamento del proprio organico, hanno spesso reclutato quei giovani già precedentemente conosciuti e apprezzati». Lo stage è percepito come: «[…] uno strumento utile per gli imprenditori, in funzione di un possibile sviluppo della propria azienda, e per gli studenti che possono rendersi conto della professione che andranno a svolgere. Proprio in considerazione della centralità dello stage, molti datori di lavoro hanno evidenziato l’opportunità di investire in periodi di stage più lunghi, affinché l’allievo possa accrescere il proprio know how individuale, acquisendo così una maggiore autonomia in tutte le fasi che compongono il processo lavorativo».

2. Una rete di collaborazione tra Enti formativi e aziende

«Un ulteriore elemento che emerge con una certa frequenza è lo stretto collegamento che Enti di formazione e aziende hanno consolidato negli anni. Tale collegamento non è circoscritto unicamente all’organizzazione degli stage da parte degli Enti, ma si estende anche alla partecipazione degli imprenditori a specifiche giornate formative e di orientamento presso le strutture formative e anche alla loro presenza nelle commissioni di esame per il rilascio del titolo finale. La contiguità di questi imprenditori con il mondo educativo ha inciso e influito nelle modalità operative attraverso cui i titolari agiscono la propria leadership all’interno dell’azienda, leadership che non prescinde dall’effettiva azione di governo della propria impresa ma che la coniuga a una logica educativa e di presa in carico dei ragazzi». Leggi tutto “CARLINI A. (a cura di), L’Istruzione e la Formazione Professionale (IeFP) nell’esperienza degli imprenditori. Studi di caso”

Inside the ‘body box’: exploring feedback in higher education

Monica Pentassuglia

In recent years, educational research has paid special attention to teachers’ practical-operative experience. The growing interest in the concept of practice within workplace settings has become a turning point in sociological, anthropological and educational studies. The present study aims to explore lecturers’ perceptions and conceptions of feedback and their daily professional practice, with a focus on the use of body movement while providing feedback during the class. Even though educational research has paid a lot of attention to the concepts of practice and performance, there are very few studies that consider the main actor included in the definition of those concepts: the body. Methodologically this exploratory case study uses a mixed methods approach. Results identified two types of issues: the first one concerns the relation between lecturer and students during the feedback practice; the second one concerns the internal coherence of lecturers between the kind of verbal feedback they provide during the lesson and how at the same time they act bodily.

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International VET conference: Crossing Boundaries in Vocational Education and Training: Social Dimensions and Participation

Intervento di Marco Perini al convegno “Crossing Boundaries in Vocational Education and Training: Social Dimensions and Participation” – Rostock (Germania)

 

Crossing Boundaries in Vocational Education and Training: Social Dimensions and Participation

Within VET, technologies are involved in the learning processes taking place in the classroom, in the laboratory and during traineeship. In thelaboratory and during the traineeship, technologies are used in different ways: on one hand, they are (and they have always been) a regular part of the work activities, which are the subjects of learning; on the other hand, they “can serve many roles to support work-based learning” (Margaryan, 2008, p.17). Though, can the use of technologies enhance WBL activities while students sit in the classroom (off the job)? This review aims gathering information about the potential of ICT in crossing the boundaries of learning processes between classroom and work within initial vocational education contexts.

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Matematica con gusto! Menù di cucina e matematica [Review]

MARCO COSTANZI

Recensione di Marco Perini

La matematica viene spesso percepita come una disciplina astratta, ostica e difficile da digerire. Marco Costanzi, con questo libro, rivisita la disciplina proponendola nelle vesti di “novità culinaria”, ricca di sapori, colori e forme, guidando il lettore attraverso un percorso che invita alla scoperta e all’osservazione di elementi come il gusto e la bellezza, che possono sembrare lontani da teoremi, formule e calcoli. La matematica viene presentata “nel piatto”, partendo dagli aspetti concreti della preparazione culinaria, come la scelta degli ingredienti, delle quantità e delle proporzioni, fino ad arrivare alla presentazione delle portate e dei menù. L’autore, docente di matematica presso il “Centro Servizi Formativi Stimmatini” di Verona, grazie all’aiuto dei colleghi docenti/chef Daniele Cipriani e Luca Magagnotti (autori delle ricette), fa incontrare il mondo dei numeri e della cucina riproponendo l’esperienza fatta nell’ambito del Concorso “I makers dei CFP: intellegiamo con le mani”, fornendo materiali, spunti e stimoli che possono ispirare sia il pensiero matematico che l’interesse per l’ambito culinario. Le ricette presentate sono arricchite da una meticolosa descrizione degli ingredienti, da informazioni nutrizionali e da digressioni di tipo storico e geografico in grado di accendere nel lettore sia la voglia di mettersi ai fornelli che l’interesse per i concetti algebrici e geometrici che stanno dietro alla preparazione di un piatto. Leggi tutto “Matematica con gusto! Menù di cucina e matematica [Review]”

G. ZAGARDO– G.M. SALERNO, La Formazione Professionale nelle Regioni. Anno 2014-15. Proposta di un costo standard

Giacomo Zagardo, Giulio Maria Salerno

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali/CNOS-FAP, 2017

Il volume comprende due parti: una più corposa, redatta da G. Zagardo, che fornisce il quadro della IeFP nelle Regioni relativamente all’anno 2014-15 e l’altra più sintetica, stesa da G.M. Salerno, che affronta la questione dei costi standard unitari, sempre della IeFP. Le due sezioni contribuiscono a fare del libro una pubblicazione molto valida ed attuale. In particolare, va riconosciuta alla prima parte la precisione dei dati offerti, la loro completezza e una interpretazione particolarmente acuta. La seconda sezione, poi, è da apprezzare per aver affrontato una questione nuova e complessa e di averlo fatto con originalità e al tempo stesso rispettando i criteri di scientificità quali emergono chiaramente dal disegno di analisi scelto. La prima parte conferma la presenza nelle Regioni dei punti forti della IeFP che i rapporti INAPP (ex ISFOL) evidenziano a livello nazionale. Li richiamiamo qui brevemente: la crescita degli iscritti; l’aumento della opzione per la IeFP come prima scelta dopo la secondaria di I grado; la particolare efficacia nella lotta alla dispersione; la rilevante capacità di inclusione con speciale riguardo agli allievi stranieri; i lusinghi eri esiti occupazionali; il rafforzamento di una filiera professionalizzante verticale che può portare gli allievi fino all’istruzione superiore; il legame strutturale con le forze sociali del territorio. Leggi tutto “G. ZAGARDO– G.M. SALERNO, La Formazione Professionale nelle Regioni. Anno 2014-15. Proposta di un costo standard”